Vendite immobiliari in calo nel 2012, ma i prezzi ancora non crollano

Pubblicato il da Serena

Il mercato immobiliare italiano sta vivendo uno dei momenti più critici della storia.

 A confermare quanto sopra affermato, è l’Agenzia del Territorio che proprio di recente ha comunicato, attraverso la periodica nota trimestrale, i dati relativi alle compravendite immobiliari concluse nel secondo trimestre 2012.  Un documento costituito da ben 39 pagine, in cui, a  suon di grafici e schemi, si cerca di fare luce su questa situazione critica, facendo emergere uno tra i più brutti stati di crisi immobiliare.

La panoramica posta in rilievo, infatti, ci mette di fronte ad una situazione sensibilmente negativa che, non solo è in pieno stallo, ma rispetto al primo trimestre 2012, sembra continuare la sua discesa in picchiata.

I numeri parlano più delle parole

Per meglio comprendere il delicato contesto in cui s’inserisce la rilevazione dell’Agenzia del territorio, diamo uno sguardo ai dati emersi:

Confrontando le statistiche, con quelle relative al secondo trimestre 2011, possiamo notare che nell’arco di soli 12 mesi, la contrazione del mercato è stata davvero importante ed ha provocato una riduzione delle transazioni pari al 24,9%. Segnale che, se di per sé è già abbastanza chiaro, diventa palese quando si confronta con il 17,8% in meno registrato nel I trimestre 2012.

Le vendite residenziali

Tra le varie tipologie d’immobili oggetto di transazione, la fetta più importante della torta (46%) è occupata dalla compravendita d’immobili residenziali. Circa 120.000 contratti conclusi, vale a dire il 25,3% in meno rispetto allo scorso anno in cui si sono registrate 160.000 stipule. Anche in questo caso quindi il rapporto rispetto all’anno precedente porta a un dato percentuale negativo pari a -24,4%

Le vendite delle pertinenze

Nell’ambito delle pertinenze il panorama non è certo più florido. D’altronde la maggior parte delle transazioni registrate (36,4% del totale) sono strettamente correlate all’atto di compravendita di un immobile residenziale, per cui non possono fare altro che seguirne la tendenza.

Le vendite dei settori non residenziali

Anche in questo caso i dati emersi non fanno che confermare la profonda crisi. Dal canto nostro ci limitiamo semplicemente a riportare i dati relativi al:

settore commerciale (-28,5%);

settore produttivo (-26,4%);

settore terziario (-32,7%).

Quali sono le cause principali della crisi immobiliare?

Una volta visualizzati i dati, cerchiamo di capire perché si è verificata questa brusca frenata.

Siamo d’accordo che il mondo immobiliare è un settore, per sua natura incline a seguire un andamento pressoché ciclico, caratterizzato da periodi di grande produttività che si alternano e  susseguono a periodi poco prolifici; ma in questo caso la crisi è decisamente palpabile e la lunga durata di questo periodo buio non fa certo pensare a una normale flessione del mercato.

 Ebbene, noi abbiamo cercato di trovare una … anzi più di una plausibile spiegazione a tale fenomeno:

Al primo posto non possiamo che parlare della nuova Imposta:la tanto temuta Imu!

Se non inficia più di tanto sulle prime abitazioni infatti, per gli immobili residenziali acquistati come seconde case il conto presentato dallo Stato è davvero molto salato (in particolar modo se sono mantenuti sfitti).

In secondo luogo  si devono considerare le enormi difficoltà che i potenziali acquirenti possono riscontrare nello stipulare un contratto di mutuo. E’ cosa ormai nota, infatti, che le banche hanno per così dire “chiuso i rubinetti”, trasformando l’accesso alle tradizionali forme creditizie, in un’impresa davvero epica.

In ultima analisi, si tende a ricondurre questa crisi allo stato di generale incertezza che sta animando questo periodo. Non si ha la certezza del futuro,  l’imprenditoria soccombe soffocata dalla pesante morsa della crisi economica e gli italiani centellinano il denaro a disposizione fino all’ultimo centesimo. Appare chiaro quindi come questo quadro all’italiana  non lascia spazio nemmeno a un buon motivo per investire, tanto meno nel settore immobiliare.

A chi conviene acquistare?

Come accade sempre in momenti come questo però, ci sono alcune categorie di acquirenti che possono sfruttare la crisi a proprio favore. Stiamo parlando di coloro che hanno denaro contante da investire e possono permettersi di acquistare un immobile senza ricorrere a fonti esterne di finanziamento.

Propria ora, infatti, si può trovare davvero l’affare d’oro, da cogliere al volo per poi attendere il momento propizio per rivenderlo rincarando il prezzo con un adeguato surplus.

Nel frattempo magari si può pensare di metterlo a reddito affittandolo .

Anche in questa ipotesi però, è importante sottolineare che molti esperti del settore stanno invitando gli investitori ad attendere.

 Nonostante sia già possibile trovare l’affare infatti,in linea generale i prezzi di vendita non sono crollati, ma si sono limitati a registrare una lieve flessione pari al 2%.

A breve però, secondo le fonti più attendibili, ci sarà un’ulteriore riduzione della domanda che porterà a un corrispondente ribasso dei prezzi, rendendo le compravendite immobiliari ancora più appetibili. 

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Anna 11/09/2012 23:37

Mia sorella lavora nel settore immobiliare e conferma ogni singola parola del tuo articolo. Siamo messi proprio male.

mara 11/09/2012 22:15

buon fine settimana