Cucina macrobiotica: la cucina diventa una filosofia di vita

Pubblicato il da Serena

4505149280_5bae5a9b2f.jpgPiù che una tecnica culinaria, la cucina macrobiotica è una vera e propria filosofia di vita. Reso noto dal Dr. George Osawa, che se ne fece precursore, contribuendo alla sua diffusione e promozione,  questo regime alimentare, affonda le sue radici nella convinzione che, il cibo in natura viene creato completo di ogni elemento nutritivo, e per tale motivo va consumato così come la natura ce lo propone. I fanatici di questa teoria, sostengono ci sia una forte connessione tra quello di cui ci si nutre e quello che si è.  L’equilibrio ed il benessere psicofisico umano quindi,  può essere raggiunto consumando alimenti  prodotti nel  pieno rispetto degli equilibri naturali dettati da Madre Natura. Sono dunque banditi, tutti quegli  alimenti sottoposti a processi lavorativi industriali. Le manipolazioni industriali infatti, alterano l’equilibrio nutrizionale degli alimenti,  limitando l’assorbimento di alcuni principi nutritivi di cui l’organismo avrebbe bisogno e di cui, a lungo andare, va in carenza.   

Un alimento per essere definito “macrobiotico”, deve essere quindi: integrale e biologico.

Con il termine integrale, si intende che l’alimento deve essere proposto e consumato, provvisto di ogni suo componente che può essere mangiato, foglie e radici incluse. Anche il sale marino, deve essere  integrale. Quello che noi comunemente acquistiamo al supermercato infatti, subisce un processo di raffinazione prima di essere venduto. Stesso discorso vale per  l’olio: si deve prediligere l’olio di prima spremitura,  effettuata applicando l’antica tecnica a freddo.

Con il termine biologico invece, si intende che l’alimento deve provenire da coltivazioni  in cui si utilizzano esclusivamente concimi naturali.

L a dieta macrobiotica non segue schede alimentari  predefinite, va bilanciata in base a molti fattori, tra cui il clima del luogo in cui si vive, la conformazione fisica individuale, nonché lo stile di vita che si conduce. Tale bilanciamento, deve essere effettuato partendo dal concetto di Yin e Yang. Questi termini,  definiscono due settori in cui sono catalogati i vari alimenti. I cibi annoverati nel settore yin,  (come la carne, il pesce, le uova) sono, in linea generale, cibi dal gusto salato,  quelli inseriti nel settore yang   invece (come il the, la frutta, i latticini) hanno un gusto più acido.

Tecniche di preparazione degli alimenti

La frutta va lavata e consumata completa di buccia;  le verdure vanno semplicemente lavate sotto l’acqua  corrente e tagliate molto finemente, al fine di minimizzare i tempi di cottura, lasciando intatte le proprietà nutritive; i legumi come lenticchie e piselli ed i cereali (come l’orzo ed il farro) vanno lavati immergendoli in un recipiente pieno d’acqua, girandoli di tanto in tanto e cambiando l’acqua finché non risulterà limpida. Una volta puliti, vanno cotti, (senza decorticarli) prediligendo la cottura con la pentola   a pressione.

Per cimentarsi nella cucina macrobiotica, ci si deve munire di alcuni strumenti indispensabili, tra cui:  uno  spazzolino, per pulire le radici, i tuberi e gli ortaggi; un mortaio, per pestare il sale integrale e cucchiai da cucina in legno. Tra il pentolame, non deve mancare, una pentola a pressione, rigorosamente in acciaio inossidabile, alcuni tegami in terracotta, da utilizzare con lo spargifiamma (ottimi per preparare le zuppe), ed alcuni cestelli di bambù per praticare la cottura al vapore.

Metodi di cottura

Le  ricette macrobiotiche sono molto semplici, e, per quei cibi che non possono essere consumati crudi, si tende a prediligere la cottura al vapore o in pentola a pressione .

Come condimenti, si devono prediligere quelli di origine vegetale, come la salsa di soia, e per  lavare pentole ed utensili, si consiglia di utilizzare detersivi biologici.

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